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Parco arboreo e giardino delle rocce Grand Place

Nome Descrizione
Indirizzo Località Les Iles
Telefono 0165.254922
Alla destra della Dora Baltea si estende, su di una superficie di circa 10 ettari, l’area attrezzata “Grand-Place” di Pollein. Essa si compone di vasti spazi verdi, adibiti principalmente alla pratica degli sport popolari (tsan, rebatta), di un campo sportivo per il gioco del calcio, di un campo giochi per bambini e di un percorso ad anello per la pratica dello jogging. Sul margine dei prati sono frequenti le panchine e le fontanelle d’acqua potabile. A lato del parcheggio una costruzione moderna, edificata su di un terrapieno inerbito, ospita un’ampia sala polivalente per le attività socio-culturali, i servizi igienici e l’abitazione del custode. Sul ciglio del terrapieno corre, tutt’intorno all’edificio, un marciapiede a balconata, rilevato di alcuni metri sulla piana circostante. Da qui il visitatore può ammirare un vasto panorama a 360°, usufruendo di quattro pannelli panoramici, orientati verso i quattro punti cardinali, che illustrano i principali elementi geografici, geomorfologici e geologici del paesaggio. L’edificio è circondato su tre lati da un parco arboreo, allestito nel 1994, che ospita una discreta varietà di arbusti ed alberi ad alto fusto, tra cui due esemplari di Ginkgo biloba (un cosidetto “fossile vivente”, unico superstite di un gruppo di vegetali che ebbe un grande sviluppo nel Mesozoico).

Il Giardino delle Rocce
Dal 1998 nel parco della Grand Place è presente una serie di massi dei principali tipi di roccia che costituiscono le montagne della Valle d’Aosta. I massi (una cinquantina di esemplari) sono stati raccolti essenzialmente nelle discariche di pietrame o sulle sponde di alvei torrentizi, ma anche direttamente nelle cave di pietra o dalle falde di detrito: essi hanno dimensioni molto diverse, spaziando da pochi decimetri e tre metri di diametro, mentre le loro forme vanno dal masso arrotondato di trasporto glaciale o torrentizio, al blocco di cava o di crollo squadrato e spigoloso. La maggior parte dei massi è stata sottoposta a idropulitura, ed alcuni sono stati trattati parzialmente con fiammatura o lucidatura per evidenziarne le strutture. I massi sono stati scelti soprattutto in base alla loro rappresentatività, alcuni per particolarità mineralogiche o strutturali, e soltanto secondariamente per la loro bellezza. I massi sono visibili sui lati della stradina, comodamente accessibile ai disabili in carrozzella, che si snoda tra le siepi arbustive e gli alberi del parco; pur essendo disposte in modo apparentemente casuale, le rocce si succedono in una sequenza ordinata dal punto di vista geologico e geografico. Percorrere questa stradina equivale infatti a risalire la valle della Dora Baltea dall’Anfiteatro morenico di Ivrea al Monte Bianco, attraversando i sistemi geologici entro cui sono state suddivise le rocce che costituiscono questa porzione dell’arco alpino. Ognuno dei sistemi geologici è contraddistinto da un colore differente, che viene ripreso sia nei cartelli di identificazione delle rocce che sui margini colorati della stradina. Ogni masso è accompagnato da un piccolo cartello descrittivo che riporta il nome della roccia, l’ambiente metamorfico in cui essa si è formata, l’unità geologica di appartenenza, la sua composizione mineralogica (i minerali essenziali ed eventuali minerali accessori particolarmente evidenti), alcune note sulle caratteristiche specifiche del campione ed infine la zona geografica di provenienza. Spesso è indicata anche l’età della roccia di origine o l’età del processo metamorfico che l’ha trasformata (la sigla Ma. significa milioni di anni fa).